Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Fulvio Schiavone è un artista che ricrea il mondo, quello di convenzioni fredde, di relazioni spersonalizzanti, di slogan stupidi che si fanno programmi politici. Lo ricrea con la sua poesia che racconta la tenerezza, lo sguardo innocente e il sorriso malizioso di un bimbo-adulto che sa gioire e soffrire in modo sincero ed estremo. La sua è una poesia in movimento, di parole che si incontrano, si abbracciano, si respingono, è poesia che si popola di sguardi e di suoni, è poesia che sa anche farsi poema narrativo a più voci. È la lirica di chi sa guardare dentro, ma non dimentica di sbirciare fuori.
Fulvio Schiavone è un artista che ricrea il mondo, quello di convenzioni fredde, di relazioni spersonalizzanti, di slogan stupidi che si fanno programmi politici. Lo ricrea con la sua poesia che racconta la tenerezza, lo sguardo innocente e il sorriso malizioso di un bimbo-adulto che sa gioire e soffrire in modo sincero ed estremo. La sua è una poesia in movimento, di parole che si incontrano, si abbracciano, si respingono, è poesia che si popola di sguardi e di suoni, è poesia che sa anche farsi poema narrativo a più voci. È la lirica di chi sa guardare dentro, ma non dimentica di sbirciare fuori.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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