In più luoghi di questa raccolta si legge di parole mute, mai dette, mai ricevute, di sguardi distolti, di una voce sepolta nel silenzio, mentre il mondo intanto procede nel proprio fare, nel proprio farsi: la realtà si accresce continuamente senza annettere alle proprie creazioni criteri certi per conoscerle e distinguerle dalle altre. Il dubbio diventa in questo modo iperbolico, cioè coinvolge e travolge la stessa posizione del mondo e quella di sé nel mondo, fino all'isolamento dell'io, al suo confinamento in una porzione di realtà lontana e remota, difficilmente accessibile, come la montagna del cervo nella poesia che intitola la raccolta, luogo desiderato ma difficile da raggiungere per il granchio, che né sa nuotare né sa camminare agilmente, creatura anfibia, indeterminata, che si determina provvisoriamente solo in ragione del proprio stare sulla terra o nel mare. Il granchio vive una vita accidentale, si delinea soltanto in situazione: è, sotto questo profilo, molto umano, il granchio in fondo è un dubbio, dubbio per se stesso e gli altri, una sorta di incertezza, una esitazione faticosa e poco attraente collocata sul confine di mondi. (dalla prefazione)
EAN
9788856752175
Data pubblicazione
2011 11 28
Lingua
ita
Pagine
57
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
133
Larghezza (mm)
202
Spessore (mm)
4
Peso (gr)
85
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