Una storia da seguire con facilità
Accade all'improvviso: ci si sveglia una mattina e si è morti. O meglio morti-non morti, come accade a Marianna Rogante in apertura di questo "Ultra high vacuum", un testo che si presenta ostico a parlarne fin dalle premesse. Ma attenzione, se non è semplice tracciare una linea di definizione di quello che l'autrice racchiude nelle sue parole, è anche vero che non per questo il suo viaggio - che talvolta sembra essere psichedelico più che onirico - sia chiuso o ostico alla comprensione: al contrario questo testo è fatto di intuizioni e soprattutto di sollecitazioni che portano alla memoria le percezioni dell'astrattismo.
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