La condizione di recluso può rappresentare una sfida insuperabile, specie per chi, fino a poco tempo prima, faceva parte a pieno titolo di quella che normalmente viene denominata "società civile". È il caso di Plinio G., un ex professore rimasto impigliato nelle fitte reti della malavita organizzata. In prigione l'unica fonte di svago per lui sono i libri e fra tutti i generi Plinio G. predilige le lettere, in particolare quelle che Gramsci scrisse dal carcere alla sua famiglia. Nelle sue parole si ritrova, a lui si ispira quando decide egli stesso di cimentarsi nella scrittura. Toccanti le espressioni che adopera nelle lettere inviate a Elena, la figlia prediletta, che gli risponde con l'affetto necessario a restituirgli il gusto di tornare a vivere con dignità, sebbene nella sua non invidiabile condizione di recluso. E saranno, accanto alla tenera e commovente corrispondenza epistolare con la figlia adolescente, ancora i libri a salvarlo dalla profonda prostrazione in cui era scivolato, fino al punto di accarezzare l'idea del suicidio. Il suicidio, una scelta che cerca di spiegare studiando e ricorrendo a illustri precedenti.
EAN
9788856788785
Data pubblicazione
2018 02 27
Lingua
ita
Pagine
283
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
142
Larghezza (mm)
212
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
415
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