Dal gran libro della natura impara ad amare il Creato e dal nonno come si carica il fucile da caccia e in anni giovanili diventa cacciatore lui stesso. Ma lo ripeto, leggere Animali incontrati" mi ha fatto bene. Non si può non voler bene agli animali di Agostino: bisce d'acqua, civette, ranocchie, cagnoni protettivi, cagnette disinvolte, gatte selvatiche, ecc. Agostino si rivela gran conoscitore del linguaggio animale ma non mette in bocca agli animali, come Fedro, parole d'uomini. Interpreta e capisce il linguaggio delle bestie ma non le giudica, le rispetta. Forse nel titolo invece di incontri avrebbe potuto mettere dialoghi. In parecchie pagine, in tutte forse, il parlare di animali è la scusa per far riflettere gli umani... Vivere vuol dire saltare più in alto, ci insegna il ranocchio "fuori testo". "Animali incontrati" è anche una biografia. Dall'insieme dei racconti emerge la cultura contadina di settanta e più anni fa: gli anni del primo dopoguerra carichi di fatiche e speranze grandi. Un'atmosfera meno poetica di quella dell'albero degli zoccoli ma più reale. [...]". (dalla Prefazione di Aldo Ungari)
EAN
9788856793703
Data pubblicazione
2018 11 21
Lingua
ita
Pagine
92
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
5
Peso (gr)
155
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