Un padre racconta al figlio l'esperienza peggiore che possa esistere per un uomo: la guerra. Sotto il regime fascista gli uomini sono costretti ad arruolarsi e a partire per i vari fronti. L'Italia è a fianco della Germania nazista e non vuole sfigurare, così avvia campagne come quella in territorio africano che si riveleranno un vero disastro. Il padre del narratore sembra in un primo momento dover partire per quei lidi, poi il suo battaglione viene destinato altrove, in Albania e poi sopratutto in Grecia. Ma il trauma più grande deve ancora arrivare e non riguarda le atrocità militari negli scontri a fuoco. Gli italiani, dopo l'8 settembre del 1943, diventano nemici della Germania. Coloro che non riconoscono successivamente la repubblica sociale di Salò guidata da Mussolini vengono detenuti nei campi di concentramento sparsi in Germania. Il prigioniero Tiso viene assegnato a Mühlberg Elbe/IVB, trenta chilometri a nord di Dresda, un campo base dove rimarrà fino alla liberazione operata dai russi. Le pagine di «Mio padre. Un prigioniero qualsiasi» sono la testimonianza di quei mesi in cui la sopravvivenza diviene lo scopo principale di ogni uomo, e la resistenza alle fatiche e alle angherie quotidiane un requisito fondamentale per andare avanti. Il viaggio di ritorno a casa, dalla propria famiglia, sarà un'altra avventura talmente dura che rimarrà scolpita per sempre nella memoria di chi ha vissuto quell'esperienza. Ma la storia non finisce col ritorno a casa.
EAN
9788856796995
Data pubblicazione
2018 12 19
Lingua
ita
Pagine
98
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
141
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
160
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