Giacomo Leopardi. La concezione dell'umano, tra utopia e disincanto

Autore/i: Gaspare Polizzi

Editore: Mimesis

Collana: Filosofie (120)

L'autore si misura con il motivo più significativo della concezione leopardiana della natura umana, ovvero con l'affermazione, definitiva nelle "Operette morali" del 1824, dell'infelicità diffusa in tutta l'umanità, in ogni tempo e luogo, seguendo un filo conduttore che va dall'utopia al disincanto, dal mito alla degenerazione della concezione del genere umano, e che si riassume nel motto "meglio non esser nati". Secondo Leopardi l'umanità è passata da una mitica età dell'oro a un'epoca di imbarbarimento sociale, di mediocrità e miseria. Polizzi segue da vicino l'itinerario che conduce Leopardi, dal 1822 al 1824, alla sua concezione dell'infelicità della natura umana, connettendo insieme la rete delle letture e delle riflessioni, e lo studio delle "Operette morali"; e ci riporta il pensiero filosofico del grande poeta, e la sua aspirazione al rinnovamento morale.

EAN

9788857505688

Data pubblicazione

2011 01 28

Lingua

ita

Pagine

226

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

210

Larghezza (mm)

140

Spessore (mm)

16

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