Ci ricorda Gadamer come sia stato proprio nello scambiarsi dei ruoli tra interrogante e interrogato, tra sapere e non sapere - uno scambio di ruoli con cui Platone, per primo, ci aveva costretto a fare i conti - a venire in luce il carattere preliminare della domanda rispetto ad ogni conoscenza e ad ogni discorso veri. Perciò un discorso che voglia far luce sulla cosa dovrà necessariamente aprirsi la via verso la cosa e nella cosa tramite la domanda. C'è innanzitutto qualcosa come una "domanda specificamente filosofica"? Ma soprattutto: cosa distingue il domandare filosofico da altri modi, altre forme del domandare? Ma prima ancora: come si articola il domandare di quell'essere vivente che definiamo essere umano? O meglio, in quanti modi si declina il suo domandare? E poi: da dove sorge o da dove proviene la domanda in quanto tale? Ossia, quel dire che né afferma né nega, né esorta né prega... ma, per l'appunto, domanda. Ma soprattutto, perché si domanda? E in rapporto a cosa si domanda? Qual è, da ultimo, la situazione relazionale che rende possibile la domanda in quanto tale? E ancora: chi, propriamente, domanda?
EAN
9788857529585
Data pubblicazione
2015 10 01
Lingua
ita
Pagine
66
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
170
Larghezza (mm)
142
Spessore (mm)
5
Peso (gr)
140
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Senso e origine della domanda filosofica. Un itinerario nella filosofia—