Una triplice complicità di scienza, filosofia e religione ha permesso che per un milione di giorni il tempo fosse maltrattato, sottovalutato, emarginato. Questo libro mostra che ciò fu dovuto allo shock che esso produce sulla fragile creatura umana. Ma svalutare il tempo significa svalutare l'essere del mondo. Ritrovarlo, dopo quella pervicace svalutazione, significa introdurre un'enorme potenza euristica che ridefinisce i concetti, a cominciare da quello di "filosofia". Tutto cambia se il tempo viene riconosciuto. Il mondo stesso si scopre diverso: non è più un complesso di "cose" ma è un complesso di "forme". Il tempo infatti è principalmente "forma". Compito di ogni "filosofia diacronica" è quello di rivedere i concetti alla luce del tempo. Questo approccio ci sorprende con i cambiamenti che impone, specialmente perché ci conduce per mano verso la politica, rifondandola. Il mondo contemporaneo soffre le conseguenze della svalutazione del tempo, che equivale a una svalutazione e a un abbandono di fatto del mondo stesso. Una filosofia diacronica si oppone alla dimenticanza del mondo che è il carattere più drammatico della modernità, si pone quindi come filosofia politica. Ma la diacronia, ovvero il paradigma diacronico definito in questo libro, è un tracciato "orizzonto", perché non giunge a risultati definitivi ma arricchisce il cammino col permanente senso della ricerca e con l'apertura verso il lavoro della scienza.
EAN
9788857533278
Data pubblicazione
2016 09 22
Lingua
ita
Pagine
410
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
213
Larghezza (mm)
142
Spessore (mm)
28
Peso (gr)
520
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