In questo scritto si mostra come i veti posti da vari Presidenti della Repubblica per impedire che venissero limitati i propri poteri ed ampliati quelli del CSM siano stati solo temporaneamente efficaci perché in seguito rimossi dai successivi Presidenti. Questa evoluzione si è verificata soprattutto per iniziativa dei magistrati eletti nei vari CSM che si sono succeduti nel tempo. Per loro iniziativa il CSM ha infatti progressivamente affermato: il proprio diritto di definire anche di propria sponte l'ordine del giorno (e quindi anche di decidere autonomamente sull'ampliamento delle proprie competenze), di verificare gli orientamenti programmatici dei candidati alla vicepresidenza prima di votarli, di ampliare la propria influenza sul processo legislativo, di censurare i politici che offendono i magistrati. Nello scritto si ipotizza anche che l'ampliamento dell'influenza del Presidente sulle attività del CSM verificatosi nel corso della presidenza Napolitano sia stato facilitato da mutazioni avvenute nell'assetto politico del Paese.
EAN
9788857537412
Data pubblicazione
2017 01 26
Lingua
ita
Pagine
151
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
143
Larghezza (mm)
213
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
253
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Da Saragat a Napolitano. Il difficile rapporto tra Presidente della Repubblica e Consiglio superiore della magistratura—