“Il tempo è il nostro supplizio. L'uomo cerca solo di sfuggirvi, cioè cerca di sfuggire al passato e al futuro sprofondando nel presente oppure di fabbricarsi un passato e un futuro a modo suo”. Questa riflessione di Simone Weil pone un problema oggi dibattuto dalla fisica e dalle neuroscienze, ma già al centro dell'attenzione di Pauli nel suo dialogo con Jung. La questione in gioco non è quella del significato del tempo, bensì quella, solo apparentemente analoga, del rapporto tra tempo e significato nel quale, secondo Pauli, la connessione di significato è l'agente primario e il tempo un prodotto secondario. È allora evidente che la sincronicità non può essere confusa con il sincronismo, cioè con la simultaneità nell'accadere. Si tratta di un fenomeno ben più complesso a cui si deve l'unità dei contenuti della coscienza e che non presuppone neppure la coincidenza nel tempo, tanto che Pauli può scrivere a Jung: “Lei impiega il termine ‘sincrono' anche se tra il sogno e l'evento esteriore intercorrono due, tre mesi”. Qual è allora il significato della sincronicità e quale la sua relazione con il tempo? Questa la domanda cruciale sulla quale il libro s'interroga, percorrendo i sentieri della fisica, della neurobiologia, della letteratura e dell'arte.
EAN
9788857548869
Data pubblicazione
2018 07 26
Lingua
ita
Pagine
202
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
142
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
310
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