L’opera di Michel de Montaigne segna il germogliare della riflessione filosofica moderna sulla soggettività. Ma nei "Saggi", scritti in un frangente tra i più cupi e violenti della storia europea, è anche possibile scorgere un percorso parallelo, volto all’individuazione dei fondamenti pacifici dei rapporti umani. Attraverso l’analisi della storiografia, la precisa contestualizzazione del processo di elaborazione dei "Saggi" e soffermandosi estesamente sulle categorie di scetticismo, tolleranza e pluralismo che strutturano il suo discorso filosofico, questo libro descrive il legame di Montaigne con la violenza e l’originale forma di irenismo tratteggiata per arginarla. Sullo sfondo delle grandi questioni dell’epoca – di ordine politico-militare e giuridico, culturale e pedagogico – viene così definendosi il profilo di un pensatore che, in continuo dialogo con la tradizione classica e rinascimentale, ha cercato di rifondare un ideale di umanità morale che non deve essere considerato perduto. Prefazione di Philippe Desan.
EAN
9788857551067
Data pubblicazione
2018 11 15
Lingua
ita
Pagine
430
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
214
Larghezza (mm)
142
Spessore (mm)
36
Peso (gr)
539
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La violenza e Montaigne. Storia di un problema filosofico—