L’esternalizzazione di cui l’autore parla consiste nel fatto che aspetti e funzioni del corpo o della mente dell’uomo sono trasferiti tecnologicamente all’esterno, incarnati dentro macchine tendenti alla propria autonomia. Questo processo, ora in fase già avanzata, ha inizio nella seconda metà dell’Ottocento coi nuovi media dell’immagine e del suono: la fotografia, il fonografo e il telefono. Parigi è il luogo d’elezione per studiare e capire tutto questo: la fotografia è sostanzialmente francese, del fonografo si scopre che esso fu già ben descritto da Charles Cros, e il telefono delle origini è niente altro che il teatrofono di Clément Ader. Ma, al di là di questi dati storici, Parigi costituisce il luogo nel quale questi media esplodono e implodono ed è lì che vanno osservate, meglio che altrove, le reazioni che essi suscitano e le trasformazioni antropologiche che essi provocano. L’autore lo fa muovendosi sul doppio piano della teoria e delle esplorazioni storiche e ci consegna alla fine un quadro che, a un tempo, getta luce sulle origini e indica la strada che stiamo percorrendo.
EAN
9788857551111
Data pubblicazione
2018 09 27
Lingua
ita
Pagine
164
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
172
Larghezza (mm)
113
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
170
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L'uomo fuori di sé. Alle origini della esternalizzazione: la fotografia, il fonografo e il telefono nella Parigi del XIX secolo—