Se mai una ricetta esiste, per far sì che in Italia tornino a nascere bambini, non può ridursi a una redistribuzione di risorse – lavoro, servizi – per le nuove generazioni. Che pure è inderogabile, per motivi di equità sociale. Non basterà un pacchetto di risposte contingenti a ricreare la disponibilità a scelte al buio come quella di un figlio. Ricostruendo l’evoluzione degli umori individuali e collettivi delle generazioni susseguitesi nell’ultimo quarto del Novecento, affiora una ferita dell’immaginario che spinge a non decidere (vorrei, sì, ma preferirei di no). Un cambio di scenario che dura dagli anni Settanta e che – passando dai fratelli maggiori ai fratelli minori e dai padri ai figli – produce un doppio rovinoso effetto, frantumando il capitale di fiducia in dote a giovani donne e uomini e accentuando se possibile l’incapacità dei giovani uomini di dar voce al registro affettivo della propria esistenza. Se la chiave economica è inadeguata, da sola, a dare risposte efficaci a questa doppia mutazione, puntare a un bersaglio più alto non è impossibile. Purché si sia disposti a rimetter mano ad alcune di quelle “modeste proposte” che il Novecento visionario ha progettato, e poi lasciato incompiute.
EAN
9788857574752
Data pubblicazione
2021 03 25
Lingua
ita
Pagine
168
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
211
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
220
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Preferirei di no. Perché il crollo delle nascite ha radici lontane—