Lecturae Dantis nugatoriae

Autore/i: Andrea Di Berardino

Editore: Mimesis

Collana: Mimesis

Nel profluvio di pubblicazioni per il settecentenario dantesco, tentano di ritagliarsi un piccolo spazio anche queste 'lecturae', anomale già dal titolo. Sono pagine nate nelle aule scolastiche, dove ancora oggi non mancano nativi digitali ammaliati dalla Divina Commedia. In fondo i millennials, per i quali il sommo poeta "stava troppo avanti", senza saperlo continuano a inverare il giudizio di Gianfranco Contini (nel saggio, datato 1965, Un'interpretazione di Dante): "L'impressione genuina del postero, incontrandosi in Dante, non è d'imbattersi in un tenace e ben conservato sopravvissuto, ma di raggiungere qualcuno arrivato prima di lui".

EAN

9788857576732

Data pubblicazione

2021 06 24

Lingua

ita

Pagine

224

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

213

Larghezza (mm)

143

Spessore (mm)

21

Peso (gr)

280

Come si presenta questo libro

Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto

Nel profluvio di pubblicazioni per il settecentenario dantesco, tentano di ritagliarsi un piccolo spazio anche queste 'lecturae', anomale già dal titolo. Sono pagine nate nelle aule scolastiche, dove ancora oggi non mancano nativi digitali ammaliati dalla Divina Commedia. In fondo i millennials, per i quali il sommo poeta "stava troppo avanti", senza saperlo continuano a inverare il giudizio di Gianfranco Contini (nel saggio, datato 1965, Un'interpretazione di Dante): "L'impressione genuina del postero, incontrandosi in Dante, non è d'imbattersi in un tenace e ben conservato sopravvissuto, ma di raggiungere qualcuno arrivato prima di lui".

Cosa trovi dentro

Nel profluvio di pubblicazioni per il settecentenario dantesco, tentano di ritagliarsi un piccolo spazio anche queste 'lecturae', anomale già dal titolo. Sono pagine nate nelle aule scolastiche, dove ancora oggi non mancano nativi digitali ammaliati dalla Divina Commedia. In fondo i millennials, per i quali il sommo poeta "stava troppo avanti", senza saperlo continuano a inverare il giudizio di Gianfranco Contini (nel saggio, datato 1965, Un'interpretazione di Dante): "L'impressione genuina del postero, incontrandosi in Dante, non è d'imbattersi in un tenace e ben conservato sopravvissuto, ma di raggiungere qualcuno arrivato prima di lui".

Perché può piacerti

Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.

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Ideale per chi ama la narrativa

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