Mark Fisher, prendendo come esempio la produzione disneyana Wall-E, parlava dell'impossibilità di immaginare il mondo al di là del capitalismo e di come le critiche al sistema finissero inevitabilmente per esserne riassorbite. Ma è davvero più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo? Nel volume, attraverso l'analisi di cinque narrazioni catastrofiste di lingue, culture ed epoche diverse – La peste scarlatta di Jack London (1912), Sfacelo di René Barjavel (1943), Seconda origine di Manuel de Pedrolo (1974), Lacrime nella pioggia di Rosa Montero (2011) e Anna di Niccolò Ammaniti (2015) – ci si concentrerà sulle modalità di ricostruzione dell'umanità, mettendone in luce gli aspetti più suggestivi, ma anche quelli più ambigui e problematici. Si tracceranno dunque le ipotesi di ricostruzione del mondo proposte: in maniera implicita o più evidente, vedremo come un'alternativa al mondo capitalista, almeno a livello immaginativo, rimanga possibile.
EAN
9788857578644
Data pubblicazione
2021 10 14
Lingua
ita
Pagine
128
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
211
Larghezza (mm)
142
Spessore (mm)
11
Peso (gr)
180
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Il mondo che verrà. Cinque ipotesi di ricostruzione dell'umanità nelle narrazioni distopiche. London, Barjavel, De Pedrolo, Montero, Ammaniti—