Il 14 dicembre 1995, il Pretore del lavoro di Milano condannò l’Ansaldo al pagamento di novanta milioni di lire come risarcimento per il danno biologico causato al lavoratore Francesco Casarolli. Per la prima volta in Italia un’azienda fu chiamata a risarcire un lavoratore non per un danno fisico, bensì per i comportamenti vessatori che avevano comportato “un’alterazione dell’equilibrio fisico e psichico del Casarolli”. Alla sua azienda Casarolli chiese seicento milioni, mettendo nel conto le cefalee delle quali era quotidianamente preda, le nausee, la tachicardia e perfino la riduzione dell’attività sessuale. Un insieme di sintomi che avevano fatto di lui, in precedenza estroverso ed energico, un uomo depresso. Tanto che a un certo punto anche il proprio matrimonio aveva incominciato a risentirne. L’operaio che vinse contro i mulini a vento è un dialogo tra l’autore e il lettore, con uno stile narrativo semplice e piacevole. Casarolli racconta in prima persona venti anni di battaglie sul posto di lavoro a colpi di licenziamenti, denunce e sanzioni disciplinari. Una storia ambientata tra gli anni ’80 e ’90 ma che racconta un tema, quello del mobbing sul posto di lavoro, di grande attualità.
EAN
9788857590271
Data pubblicazione
2022 06 16
Lingua
ita
Pagine
108
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
150
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L'operaio che vinse contro i mulini a vento. La prima causa per mobbing in Italia—