Giornale critico di storia delle idee. Vol. 1: Gaudeamus igitur! L'idea di università fra passato e presente

Editore: Mimesis

Giornale Critico di Storia delle Idee” è una rivista internazionale di filosofia impegnata nel campo degli studi culturali e della storia delle idee. La rivista si presta a essere fruita come strumento di preziosa integrazione culturale per studiosi interessati alle discipline filosofiche, ma anche letterarie, artistiche, storiche e antropologiche. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590776p.jpg 20220616163238 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590776g.jpg 20220616163238 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590776.500.jpg 20220616163237 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590776.1000.jpg 20220616163236 6514832 9788857590790 Informazioni Editoriali 00 BC 220 145 35 505 420 Minazzi, Fabio La moralità come prassi. Carteggio Ludovico Geymonat-Antonio Giolitti 1941-1965 La moralità come prassi. Carteggio Ludovico Geymonat-Antonio Giolitti 1941-1965 ita 20220413 20201414 Mimesis 04 32.00 ASSOLTA 53453 Centro internazionale insubrico. Studi QDHR DND 3MP Il carteggio tra Ludovico Geymonat ed Antonio Giolitti (1941-1965) qui pubblicato, a cura dell’ultimo allievo di Geymonat, Fabio Minazzi, comprende 32 lettere di Geymonat e 14 di Giolitti, che si intrecciano con altre 5 lettere di Virginia Lavagna Geymonat, unitamente ad alcune postille di Elena d’Amico Giolitti e di Virginia, nonché ad altri interessanti documenti (una lettera di Geymonat a Mario Spinella, un’altra lettera di Geymonat indirizzata, congiuntamente, a Giolitti e Lucio Lombardo Radice, senza trascurare la lettera di dimissioni dal Pci di Giolitti, indirizzata alla Federazione comunista di Cuneo). Formalmente questo carteggio risulta essere dunque parziale e doppiamente unidirezionale, perché prima figurano tutte le lettere di Geymonat a Giolitti, scritte dal 1941 al 1947, cui poi seguono, in modo altrettanto unidirezionale, tutte le lettere di Giolitti a Geymonat, realizzate tra il 1954 e il 1965. Da questo quadro, intrinsecamente unidirezionale, emerge, tuttavia, con grande precisione, il suo esatto significato e il suo valore, soprattutto grazie all’ampio saggio introduttivo di Minazzi (La moralità come prassi) e al suo puntuale apparato di commento analitico alle lettere, che documenta e illustra, con chiarezza, la profonda moralità civile e culturale della straordinaria azione intrapresa e sempre perseguita da Geymonat e Giolitti a partire dalla loro coraggiosa e fondativa partecipazione partigiana alla lotta di Liberazione. Proprio la moralità costitutiva di questi due diversi uomini spiega, del resto, anche la loro opera, perché entrambi hanno sempre operato – complessivamente, ma del tutto autonomamente – per attuare, concretamente ed effettivamente, quella profonda «riforma intellettuale e morale del Paese» già auspicata da Antonio Gramsci. Ma, appunto, lo hanno fatto perseguendo sempre due diverse ed autonome strade di impegno: Geymonat quella del rinnovamento della cultura filosofica e Giolitti quella del rinnovamento dell’azione politica. I risultati che entrambi hanno conseguito – certamente e indubbiamente preziosi e rilevanti, ma anche alquanto parziali, frammentari e non completi – non sono, naturalmente, all’altezza delle loro migliori speranze ed anche delle loro stesse, più profonde, idealità ed aspettative. Tuttavia, proprio la moralità civile della loro tenace e coraggiosa azione aiuta, ancor oggi, a perseguire proprio quel loro fondamentale progetto di profondo rinnovamento intellettuale e morale del nostro Paese che si configura, sempre più, come un’autentica conditio sine qua non per il nostro stesso prossimo ed immediato futuro planetario e globale. Per quale ragione? Perché, per dirla con Kant, la loro opera «dimostra un carattere morale fondamentale che fa non solo sperare nel progresso verso il meglio, ma costituisce già di per sé un tal progresso nella misura in cui esso può essere attualmente raggiunto». http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590790p.jpg 20220413084857 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590790g.jpg 20220413084857 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590790.500.jpg 20220413084856 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590790.1000.jpg 20220413084855 6530389 9788857590820 Informazioni Editoriali 00 BC 210 141 16 196 160 Mancaniello, Maria Rita;Marone, Francesco;Musaio, Marisa Patrimonio culturale e comunità educante per la promozione di un nuovo welfare urbano Patrimonio culturale e comunità educante per la promozione di un nuovo welfare urbano ita 20230901 20201414 Mimesis 04 16.00 ASSOLTA 67709 Pedagogia, persona, possibilità JNA GLZ In questi anni le riflessioni e le pratiche che tematizzano il patrimonio culturale si sono arricchite di nuovi orizzonti, che ne rileggono sia i concetti e le categorie sia le modalità di fruizione e le finalità formative. L’attenzione di fondo con la quale si guarda alla promozione del patrimonio culturale sottende l’esigenza di allargare e innovare le categorie con le quali pensiamo e ci riferiamo ai beni culturali, ma anche di attuare profondi cambiamenti nella gestione e nella valorizzazione educativa di un patrimonio inteso come bene comune. Il sodalizio tra cultura, arte e benessere è legittimato dalle evidenze scientifiche, mentre la rilevanza assunta dalle tradizioni immateriali e dai diversi immaginari culturali fa sì che il concetto di patrimonio risulti al centro di numerose intersezioni e finalità, che sollecitano la ricerca intorno alle dinamiche di fruizione dei beni artistici e architettonici, anche in vista di promuovere un welfare urbano di comunità capace di intersecare attenzione alle identità individuali, evoluzioni dell’apprendimento, obiettivi formativi, risposte a bisogni di fragilità e di cura http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590820p.jpg 20230802141138 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590820g.jpg 20230802141138 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590820.500.jpg 20230802141137 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/857/590/9788857590820.1000.jpg 20230802141135 6528983 9788857591056 Informazioni Editoriali 00 BC 210 140 20 235 237 Balboni Ghezzi, Simonetta D'Amico, Marilisa;Dalla Vigna, Pierre Jura. Il pensiero di Morris L. Ghezzi. Attraverso riflessioni e approfondimenti dei suoi allievi. Perché la sociologia del diritto è scienza tra le materie giuridiche Jura. Il pensiero di Morris L. Ghezzi. Attraverso riflessioni e approfondimenti dei suoi allievi. Perché la sociologia del diritto è scienza tra le materie giuridiche ita 20220519 20201414 Mimesis 04 24.00 ASSOLTA 3683 Law without law LAB «Sono convinta che le idee e i pensieri profondi, come quelli di Morris, passino anche dalle relazioni e che, soprattutto in Accademia, le trasformazioni culturali debbano sempre essere accompagnate dalla sincerità di chi le propone. Il pensiero di Morris, che in questo volume si vuole omaggiare, è stato sempre coerente alle sue qualità umane, profonde ed uniche. Il pensiero di Morris Ghezzi, proiettato con estrema lucidità, attraverso la lente della sociologia del diritto, nella dimensione dell'attualità e del dinamismo del mondo giuridico [risulta essere] estremamente sfidante anche nell'ambito di discipline diverse.» (Marilisa D'Amico). Prefazione di Marilisa D'Amico. Postfazione di Pierre Dalla Vigna.

EAN

9788857590776

Data pubblicazione

2022 06 10

Lingua

ita

Pagine

320

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

240

Larghezza (mm)

170

Spessore (mm)

25

Peso (gr)

570

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