Il rapporto tra corpo e politica è molto antico. Declinato come rappresentazione del corpo del vinto nella cultura greca, in un contesto di grande diffidenza verso il soma, esso è stato assunto in termini positivi dall'organicismo latino e cristiano. Per parte sua, la tradizione politica moderna è nata ed è cresciuta attorno a un'idea simbiotica, meccanica e a-relazionale del corpo, che si è velocemente ribaltata nel suo oblio, di fronte a una spinta astrattiva sempre più potente. Un orizzonte delineato da Thomas Hobbes e assunto in maniera coerente (e solo apparentemente contraddittoria) dalla modernità matura, fino a Hans Kelsen e Carl Schmitt. La globalizzazione contemporanea ne è stata esito ed epifania. Di fronte all'appello drammatico del presente, che viene dai corpi dei migranti, dai corpi delle vittime della pandemia e della guerra, l'Occidente è chiamato a una scelta decisiva tra paura e affidamento. La memoria degli eventi relativi alla Costituzione italiana può rappresentare in questo contesto una stella polare.
EAN
9788857591759
Data pubblicazione
2022 10 07
Lingua
ita
Pagine
100
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
172
Larghezza (mm)
111
Spessore (mm)
8
Peso (gr)
82
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Ritornare ai corpi. La politica tra paura e affidamento—