Il volume indaga un aspetto ampiamente trascurato della filosofia di Heidegger; vale a dire, come la catastrofe della Grande guerra incida nel sovvertimento heideggeriano dell'ontologia occidentale mediante la messa a punto di un inedito vocabolario concettuale. In particolare, secondo l'ipotesi che guida le pagine di questo lavoro, sarebbe l'esperienza dei soldati nelle trincee del fronte occidentale a favorire l'idea che l'esistenza consegnata a sé stessa sarebbe in grado di incoraggiare la propria auto-comprensione essenziale. Come si legge nell'Introduzione: "Non esisterebbe la filosofia del giovane Heidegger, almeno per come la conosciamo, il suo vertiginoso lavoro intorno all'esperienza effettivamente storica della vita, al senso dell'essere, la sua Destruktion degli apparati concettuali consolidati della filosofia, senza la cesura che la Grande guerra impone alla storia, alla cultura, alla politica moderna. Non avremmo i suoi grandi allievi di Friburgo; non avremmo le variegate ondulazioni della vita quotidiana consegnate alla trama dell'essere; non avremmo né una turbinosa fenomenologia dell'animalità né una considerazione ontologica dell'angoscia. Più in generale, ovviamente, non avremmo le vicissitudini dell'analitica esistenziale di Essere e tempo".
EAN
9788857591773
Data pubblicazione
2022 09 30
Lingua
ita
Pagine
130
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
211
Larghezza (mm)
141
Spessore (mm)
19
Peso (gr)
190
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Trincee della filosofia. Heidegger e la Grande Guerra—