La compresenza, in un contesto letterario, di opere poetiche e pittoriche può certamente risultare gradevole al gusto, a condizione però che, pur nella diversità di genere, non vi sia tra esse discrepanza o peggio ancora contraddizione. A prima vista - per stare all'ambito nel quale si inserisce questo breve commento - le poesie di Ausilia e i dipinti del Sancina potrebbero sembrare addirittura di segno diametralmente opposto. Tanto infatti i versi appaiono scaturigine di animo passionale e, se non proprio ribelle, almeno teso a 'gridare' sensazioni e sentimenti, quanto invece le tavole pittoriche espressione cromatica di un quieto e quasi solenne moto interiore. Se tuttavia li si raffronta, preferibilmente nell'atmosfera silenziosa di un crepuscolo, si può ben cogliere una loro assimilabilità profonda e cagione persino di piacevole meraviglia. I due Artisti anelano infatti alla libertà, intesa non come scontato ed infecondo 'fare quel che si vuole', ma quale nobile sfogo di un 'io' irripetibile, inserito però in una realtà che, dal concreto, sfuma, senza strappi o forzature, nel metafisico. (Enrico Rigamonti)
EAN
9788859109150
Data pubblicazione
2013 01 01
Lingua
ita
Pagine
84
Tipologia
Libro
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