Il mio primo anno di liceo ero in classe e la mia insegnante disse: 'Scrivete una poesia, libera come voi vogliate.' Allora io che non avevo scritto nessuna poesia mi immersi nel compito con tutto l'animo poetico che in quel momento riuscivo ad esprimere, e così scrissi la mia prima poesia. Andai dalla mia professoressa e lei con uno sguardo un po' sorpreso mi chiese se la poesia l'avevo effettivamente scritta io, risposi: 'Certo', ed allora lei mi chiese di riscriverne un'altra (penso anche per il sospetto e l'incredulità insieme), ed allora la scrissi in cinque minuti, e ritornai (avevo scritto 'ritorinai' al posto di 'ritornai' e quasi andavamo in stampa con questa parola, che mi è piaciuto segnalare ai lettori per il bisticcio di significati che contiene correlato al ricordo di quella professoressa) da lei che dopo averla letta mi disse: 'Mi hai sorpreso molto' - Immaginavo in positivo -. Poi due giorni dopo mi sfuggì di mettere una 'h' ad un tema che avevo scritto e mi rimproverò, come se non avessi nessun talento nello scrivere, dileggiandomi, dimenticandosi completamente dell'accaduto dei due giorni precedente. Dunque, ho cominciato a scrivere frasi e pensieri su fogli di carta, sui banchi, sui muri, dappertutto. Il tema dell'opera, alla fine è che ho scritto tutto quello che mi passava per la testa, riflessioni e pensieri, insomma nel volgere del mio scrivere diventavano poesie... (Vittorio Dibari)
EAN
9788859120230
Data pubblicazione
2014 01 01
Lingua
ita
Pagine
52
Tipologia
Libro
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