Versi maturati nel silenzio a noi imposto dalla pandemia, risultato ultimo di un nostro agire quale negazione dell'essere parte di un sistema vivente quale è la Natura. L'atto di superbia impone riflessione, ricerca dell'essenza del proprio essere, scopre debolezze ed eroismi in cui il poeta viene a specchiarsi. Nel silenzio vi è la voce di Dio, la possibilità di udirla e meditarla, pietra su cui adagiarsi per riposare e risollevarsi più forte di prima. Ma il silenzio, proprio perché ci pone davanti al proprio io, può essere più pesante di un macigno, indurre ad urlare, agitarsi per non vedere sé stessi nella realtà e la pochezza dei fini a cui siamo indotti, perché la voce di Dio è il richiamo generoso, amoroso, ma anche esigente di un buon padre e una buona madre. In questo, uno dei fondamenti creativi quale generatrice è la donna, che nella sua fisicità acquista una valenza non solo materiale, ma innanzi tutto spirituale. Essa nel suo sedurre crea e distrugge, stimola la fantasia e la ricerca dello spirituale nel materiale, tra il positivo dell'accrescere e il negativo del distruggere, ma nella distruzione vi sono le premesse della rinascita. La donna quale ponte tra lo spirituale e il materiale è pensiero dissolto nel silenzio, matrice del divino, forza generatrice a cui tende l'animo del poeta quale specchio di una umanità sedotta ma nella realtà falsamente felice, dolente e per questo sperduta in un'apparenza di potenza illimitata frantumata nell'infinità dell'universo.
EAN
9788859174295
Data pubblicazione
2021 10 22
Lingua
ita
Pagine
52
Tipologia
Libro in brossura
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