«Tutti, con poche eccezioni, sono contro Giolitti e le sue prassi in questa Toscana di inizio secolo. I liberali, che meglio sarebbe dire conservatori, e i socialisti, che meglio sarebbe dire estremisti sono accomunati da questa avversione. Nella presunta e ormai non più attuale Toscana felix – ammesso che lo sia mai stata – il conservatorismo politico e sociale delle classi dirigenti diviene speculare al radicalismo delle opposizioni, secondo un modello di contrapposizione che tradizionalmente si ripropone. Quando si giunge alla vigilia della guerra il processo di industrializzazione e la massiccia diffusione del movimento cooperativo hanno cambiato il volto della Toscana profonda. La terra della mezzadria della valle dell’Arno, che vorrebbe essere riproposta come strumento principe di mediazione sociale, diviene crogiolo di conflitto estremo. Quando, alla vigilia della guerra, giunge ad esaurimento la parabola del giolittismo che fa registrare una grande avanzata della sinistra intransigente alle prime elezioni a suffragio universale maschile dell’ottobre 1913, la Toscana della mezzadria e del latifondo maremmano...
EAN
9788859624981
Data pubblicazione
2025 07 14
Lingua
ita
Pagine
344
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Spessore (mm)
22
Peso (gr)
764
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Giolittismo e antigiolittismo nella Toscana di inizio '900—