Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
«Con un titolo e un tono a tratti pavesiani e certi scatti quasi surrealisti, Benedetta Socci, offre in questo canzoniere malinconico e vitale una mappa di amore e abbandono, e soprattutto di stupori. Un libro d’esordio maturato nel tempo e promettente. La poesia infatti per l’autrice è innanzitutto la possibilità di cogliere la forza del vivente, attraversando i filtri sentimentali che a volte ci oscurano, e grazie ad essi se usati per mettere a fuoco il mondo.» (Davide Rondoni)
«Con un titolo e un tono a tratti pavesiani e certi scatti quasi surrealisti, Benedetta Socci, offre in questo canzoniere malinconico e vitale una mappa di amore e abbandono, e soprattutto di stupori. Un libro d’esordio maturato nel tempo e promettente. La poesia infatti per l’autrice è innanzitutto la possibilità di cogliere la forza del vivente, attraversando i filtri sentimentali che a volte ci oscurano, e grazie ad essi se usati per mettere a fuoco il mondo.» (Davide Rondoni)
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.