Gioco, attività e coinvolgimento immediato
Quante vite. Quanta vita. Al Purgatorio, che Paolo Birolini chiama il Quartiere, si arriva sfiorando location ad alto impatto simbolico. Il cupo carcere a destra, il monumentale cimitero a sinistra: luoghi in cui l’esistenza umana prende una pausa, spesso definitiva. Luoghi della non-vita. Sembra che insomma non ci sia altro da dire, che il tracciato della città chiuda i giochi, che non sia possibile andare oltre. Titoli di coda, insomma. E invece no. (Antonio Tricomi)
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