Il compito attuale più importante per le scienze umanistiche in Europa consiste nell’affiancare una visione culturale alla definizione tecnocratica dell’Europa. Le scienze umanistiche europee attuali, però, non hanno più una visione: nessuno osa più scrivere grands récits storico-culturali. La presente opera racconta la storia della soggettività moderna nella letteratura italiana del «lungo Rinascimento». Il volume analizza le opere più influenti della letteratura italiana tra l’inizio del XIV e la fine del XVI secolo, quando l’Italia aveva il ruolo di cultura-guida dell’Europa: La Divina Commedia di Dante, il Canzoniere di Petrarca, il Decameron di Boccaccio, Il Principe e la Mandragola di Machiavelli, l’Orlando furioso di Ariosto e la Gerusalemme liberata di Tasso. Propongo una nuova lettura di tali opere, applicando come filo conduttore metodologico la ricerca delle origini della nostra moderna identità europea, che si è formata in modo decisivo proprio attraverso queste opere avanguardistiche.
EAN
9788860327543
Data pubblicazione
2024 06 27
Lingua
ita
Pagine
312
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
194
Larghezza (mm)
124
Spessore (mm)
21
Peso (gr)
390
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Da Dante a Tasso. Contributo a una storia letteraria della soggettività moderna in Italia—