Negli anni Cinquanta, Eduard Streltsov era una giovane stella della Torpedo Mosca e della Nazionale sovietica. Il ciuffo alla teddy boy, lo spirito ribelle, vodka a volontà, vita notturna e avventure amorose. Bello, dannatamente bello e pericolosamente "occidentale" per il regime comunista. Così, a soli 20 anni, alla vigilia della Coppa del Mondo, si trovò a dover affrontare la partita più difficile della sua vita. L'accusa di violenza sessuale, e una scelta: proclamarsi colpevole e volare in Svezia a sfidare Pelé, come gli fu promesso dalle autorità, oppure gridare la sua innocenza? E dietro tutto questo c'era forse la vendetta di una potente donna, membro del Politbjuro? Sullo sfondo del controverso rapporto fra sport e comunismo, questo libro racconta, la carriera spezzata del più grande talento del calcio russo, capace di segnare 25 gol in 38 partite con l'Urss. I precoci successi, le macchinazioni della propaganda, il giallo attorno al processo per stupro, i 5 anni trascorsi nel gulag, dove sopravvisse giocando a calcio e dilettando i funzionari del Partito, fino al clamoroso ritorno in campo guidando la Torpedo al titolo nazionale.
EAN
9788860410481
Data pubblicazione
2010 01 01
Lingua
ita
Pagine
148
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
230
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
280
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Donne, vodka e gulag. Eduard Streltsov, il campione—