Tra la fine del XIX secolo e il primo dopoguerra l'Italia, che aspirava a collocarsi tra le grandi potenze del continente europeo, coltivò ambizioni egemoniche verso l'area dell'Adriatico orientale e della Penisola Balcanica. Nella competizione con l'Impero austro-ungarico, al quale si desiderava sottrarre territori e influenza politica, la penetrazione imprenditoriale e commerciale fu considerata uno strumento utile per questi fini. Il nostro paese tentò di allacciare rapporti stabili con quei territori sia perché si trattava di aree economicamente complementari, sia per approfittare di una fase in cui i nuovi stati nazionali sorti in quei decenni iniziavano a dotarsi di infrastrutture e impianti produttivi. Attraverso l'analisi di diversi casi di studio, in questo volume si ripercorrono alcuni dei tentativi italiani di penetrazione economica nell'Europa sud-orientale, evidenziando i limiti di una simile azione e le ragioni del suo fallimento, con un approccio eclettico che tenta di intrecciare l'aspetto politico-diplomatico, quello economico e quello culturale.
EAN
9788860565105
Data pubblicazione
2017 01 01
Lingua
ita
Pagine
219
Tipologia
Libro in brossura
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Prove di imperialismo. Espansionismo economico italiano oltre l’Adriatico a cavallo della Grande guerra—