Le architetture sono mondi ostinati, con cieli propri e tetti e fondazioni che recingono e così facendo compiono un'azione di chiusura all'opera della natura selvaggia e al tempo delle stagioni. Ci fu un tempo in cui gli uomini resero sacro questo spazio recintato e credettero che la fondazione di un edificio fosse un atto di fede dal carattere religioso e dunque eterno. Oggi che le religioni sono diventate fragili crisalidi e il sacro e i riti del costruire sono forse solo un ricordo, permane comunque la verità del dettato di Heidegger secondo cui l'abitare è il modo in cui i mortali sono sulla terra. Daniela Gullotta da sempre rappresenta architettura, apparentemente disertata da chi l'ha vissuta o agita. La pittrice riveste di potente significato organismi vetusti immersi in vorticosi Maelstrom temporali: sacrari cimiteriali, antichi edifici simboli della civiltà occidentale, stabilimenti industriali, capannoni di una recente storia manifatturiera neanche tanto "proto", conformati in modo da diventare imbuti luminosi, densi di materia pesante e pensante e ricchi di luce leggera e quasi marina, quella dell'alba del mondo.
EAN
9788860571816
Data pubblicazione
2013 08 01
Lingua
mul
Pagine
64
Tipologia
Libro in brossura
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