Mario Sughi ferma le immagini degli uomini e delle donne negli istanti di massima interiorità, nel contatto con se stessi. In un senso di smarrimento che è in vero un momento di grande realtà. Questo aspetto dell'uomo è commovente, toccante pur nella freddezza della rappresentazione. Per Mario Sughi non si tratta di fare una critica sociale, non ha nessuna intenzione di demonizzare il nostro vivere contemporaneo. L'artista ha l'occhio per cogliere quei momenti di estraniazione dal mondo e di concentrazione in sé. E proprio qui ritorna la frase di Heidegger a ricordarci che è quel sé, nella sua verità, che crea il tempo e non il contrario. Raramente gli artisti hanno la capacità di farci vedere uno spaccato di contemporaneità e darci al tempo stesso una specie di risoluzione, di pensiero felice. Ma a mio avviso Mario Sughi lo fa e desidero che la forza della sua poetica si percepisca appieno. Il suo è oltretutto un linguaggio perfetto per dialogare con le giovani generazioni e con i giovani collezionisti poiché apre un dialogo con la Pop Art inglese rifondandone alcuni statuti attraverso il ricorso alle strategie linguistiche del fumetto, dell'affiche e dell'illustrazione. (dall'introduzione di Yvonne Pugliese)
EAN
9788860571830
Data pubblicazione
2013 08 01
Lingua
eng;ita
Pagine
80
Tipologia
Libro in brossura
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