“Mario Porcù (Villamassargia, CA, 1917 – Savona, 2001), pur lontano dal suo paese natale, la Sardegna, non dimenticò mai le sue radici. Nell’intera produzione dell’artista, è infatti possibile rintracciare elementi derivanti dalla natura e dalle tradizioni popolari sarde. Gli usi e le abitudini della sua terra furono complici del suo amore per la scultura. Porcù, infatti, ebbe per tutta la vita, un chiaro ricordo della madre che, nelle occasioni importanti, modellava la pasta del pane creando figure di stelle e animali. I protagonisti della produzione artistica di Porcù sono proprio gli animali, che poté osservare durante il periodo passato in montagna e che sono “elemento di richiamo e di amore verso la terra di origine”. Giuliano Niccoli definisce gli animali di Porcù “soggetti più sentiti ed amati” dall’artista, che coglie cinghiali, capre e mufloni (sacri per la civiltà nuragica), in atteggiamenti spontanei “nel segreto genuino della loro esistenza”. […] Gli animali del suo “bestiario”, in apparenza semplici, finiscono per assumere il valore di allegoria e si presentano come figure ancestrali e primigenie, appartenenti al passato”. Dal testo di Edoardo Fresia
EAN
9788860575890
Data pubblicazione
2023 08 02
Lingua
ita
Pagine
192
Tipologia
Libro in brossura
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