Nel volume che avete tra le mani, sotto la lente dell'autore non c'è una pellicola firmata dal cineasta britannico ma addirittura la sua carriera preregistica, quando era «uno sgobbone indefesso» e spedito dalla produzione a Berlino per la lavorazione del film anglo-tedesco Il furfante di Graham Cutts «indossava numerosi cappelli. Vice regista, sceneggiatore, scenografo (forse anche editor o coeditor)». Una specie di Ur-Hitchcock, insomma, che scava non solo nei poco studiati inizi della sua carriera ma soprattutto si misura con le origini della sua ispirazione, con l'influenza che potranno avere su di lui i «magnifici illusionisti» Friedrich Murnau (di cui Marchesini ricostruisce/immagina un incontro faccia a faccia), Fritz Lang, Robert Wiene e E. A. Dupont. In Germania, gli Anni 20 erano stati culla di talenti e capolavori e il giovane inglese vi arrivò nel pieno della loro esplosione, a cavallo tra il 1924 e il '25, e nella fucina più attiva, gli studi di Neubabelsberg, imparando quello che diventerà l'ossatura del suo cinema futuro: la necessità di conciliare le mire artistiche con le esigenze commerciali, l' importanza dello stile per definire il legame schermo-spettatore realizzato inseguendo il perfezionismo e, terza ma non ultima scoperta, l'importanza delle strategie di marketing che impongono il regista come «magnete principe» del possibile appeal sul pubblico. Secondo il cinefilo-romanziere Marchesini, Hitchcock regista nasce proprio durante quel periodo (lo dimostrerebbe anche il fatto che il thriller che dirigerà appena tornato a Londra, Il pensionante, sarà il suo primo vero capolavoro), mettendo a frutto l'esperienza berlinese di assistente per un Graham Cutts spesso latitante ma sfruttando anche le passeggiate notturne, gli incontri occasionali, i problemi di lavoro cui doveva mettere una pezza. Prefazione di Paolo Mereghetti.
EAN
9788860681577
Data pubblicazione
2023 06 19
Lingua
ita
Pagine
110
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
17
Peso (gr)
184
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