Leggendo la raccolta di Matteo più volte ho avuto occasione di pensare al modello pascoliano, alla rivoluzione inconsapevole del poeta, come la chiamò Giacomo De Benedetti e, soprattutto, alla definizione, diventata poi classica, che il discepolo Manara Valgimigli attribuiva alla Poesia del Maestro difficilissima tra le più difficili. Un giudizio che, come sa chi ha amato e ama leggere il Pascoli, facilmente si rovescia per diventare poesia facile tra le più facili per chi ne avverta i naturali meccanismi che la ispirano e la governano e, soprattutto, per chi ne concepisce la visione delle cose e del mondo. Non paia irriverente l'accostamento, ma la semplicità del Pascoli si basa sulla poetica del Fanciullino e ha come destinatario naturale il fanciullo, anche avanti negli anni, e sulla tecnica 'del cannocchiale rovesciato' che rende piccole le cose grandi e grandi le piccole. Pascoli aveva letto e ben letto Omero e Virgilio e da loro aveva imparato le regole naturali della poesia, adottando un vocabolario limitato, ma molto vario negli esiti grammaticali, linguistici, stilistici e musicali. (dalla prefazione di Carmine Varasano)
EAN
9788860745309
Data pubblicazione
2012 12 01
Lingua
ita
Pagine
186
Tipologia
Libro in brossura
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