Giuseppe Giusti-Alessandro Manzoni. Carteggio e lettere non spedite (1843-1850)

Quando si accosta via lettera a Manzoni nel 1843, Giuseppe Giusti cerca un riconoscimento al valore, un'investitura ufficiale, una patente di poeta, un battesimo letterario. L'autore dei "Promessi sposi" lo saluta come una neonata stella nel firmamento della poesia italiana, usando un'immagine ("veder nascere una gloria italiana") che è uno sbilanciarsi veramente degno di nota nel misurato e composto lessico manzoniano della sobrietà e della onestà, senza incantesimi e funambolismi verbali formali o d'occasione. Ma l'autore dei "Promessi sposi" indica anche due gravi colpe, ai suoi occhi: "in quelle poesie che, da una parte, amo e ammiro tanto, deploro amaramente ciò che tocca la religione, o che è satira personale". Quelle di Giusti sono un'arguzia sottile e una scrittura efficace - per di più in una lingua toscana né troppo dotta né troppo popolare - che Manzoni vedrebbe volentieri arruolate tra i sostenitori della utilità sociale della morale cattolica. La satira di Giusti non trascende, storicizza: un punto di distanza da Manzoni, un'altra idea di letteratura.

EAN

9788860747884

Data pubblicazione

2016 08 01

Lingua

ita

Pagine

252

Tipologia

Libro in brossura

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