Capace di una prolungata e silenziosa resilienza occultata negli spazi extragiudiziali che talvolta anche le democrazie hanno lasciato aperti – nella prassi repressiva più che in quella investigativa – la tortura torna dopo l’11 settembre a proporsi come strumento accettato e fruibile anche per gli Stati di diritto. Non più prerogativa esclusiva, dichiarata e qualificante delle pratiche del terrore di poteri autocratici, essa dovrebbe risolvere in chiave utilitaristica, garantendo un bene collettivo a fronte di una circoscritta deroga ai principi, il gap di sicurezza di società “dei diritti” investite dalla minaccia di un nemico crudele, nichilista e inafferrabile. Il volume affronta questa drammatica e problematica riemergenza delle giustificazioni della tortura nell’età dei diritti a partire da un serrato dialogo tra discipline, dalla storia del pensiero politico e delle istituzioni alla riflessione giuridica, filosofica e politologica. Il percorso del lavoro mira a smantellare gli scenari che sottendono a questa riproposizione, delineandone il carattere eminentemente ideologico e mettendo allora a fuoco la fenomenologia della tortura e le sue caratteristiche prime.
EAN
9788860749130
Data pubblicazione
2017 01 01
Lingua
ita
Pagine
370
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
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Le nuove giustificazioni della tortura nell’età dei diritti—