Negli ultimi anni l'interesse per il Sudafrica è cresciuto: i mondiali di calcio del 2010, l'entrata del paese tra i Brics, la scoperta delle risorse turistiche, hanno stimolato il bisogno di conoscere un paese noto solo per l'apartheid. La storia dell'emigrazione italiana in Sudafrica è uno dei tasselli che va a comporre questa storia. In un giorno di novembre particolarmente piovoso del 1896, un contadino si trovò, come spesso faceva, ad annotare sulle pagine del suo diario quel che accadeva nelle sue campagne e nel suo paese. E così, tra una registrazione dei prezzi delle uve e una delle farine, scrisse pure che l'intero suo paese del Levante ligure si era mosso per andare al Capo buona speranza perché si diceva che lì vi fossero "molti guadagni". I liguri non furono un caso isolato: il Sudafrica fu una destinazione per i piemontesi, per i friulani, per i lombardi come per i toscani, per gli abruzzesi. Non ne furono del tutto estranei neppure i salernitani, i calabresi, i pugliesi e i siciliani.
EAN
9788860830593
Data pubblicazione
2013 08 19
Lingua
ita
Pagine
192
Tipologia
Libro in brossura
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Campi d'oro e strade di ferro. Il Sudafrica e l'immigrazione italiana tra Ottocento e Novecento—