Che la macina possieda un occhio è sapere comune a chi abbia avuto, almeno una volta, l'opportunità di vedere una macina. Che questo occhio, in quanto occhio, sappia anche vedere, a qualcuno deve essere sicuramente sfuggito. Ci chiediamo allora: che cosa vede l'occhio della macina? Che cosa ha visto in tutti questi anni? Ma soprattutto, se vede e ha visto, che cosa vedrà? Non è forse già da tempo diventato cieco? Poco importa, se così fosse. Nessuno più, al giorno d'oggi, sarebbe disposto a credere a un occhio solo e, per di più, se non proprio cieco, visibilmente offuscato da uno spesso velo di cataratta. Non basterebbe neppure un adeguato monocolo a correggergli la veloce caduta di diottrie e tanto meno a rischiarargli quel panorama che si è fatto, ormai, alquanto buio. Ma allora: possiamo almeno, oggi, ritenerlo un testimone oculare? Può sembrare paradossale che nell'epoca dell'immagine, l'occhio della macina, diventato cieco o comunque miope, non sappia vedere che l'ombra dell'immagine della nostra epoca, che è "l'epoca dell'immagine del mondo" o, meglio, la sua proliferante frantumazione.
EAN
9788860861306
Data pubblicazione
2018 02 05
Lingua
ita
Pagine
143
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
640
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