Una sequenza di scritti di Varlin (per la cura della figlia Patrizia Guggenheim e Tobias Eichelberg) è un'occasione per accostare l'orizzonte emozionante di questo artista nello scenario del Novecento. In una situazione di "svizzerità", di suissitude, come in una sorta di non luogo, di esonero dalla storia, Varlin è l'espressione più radicale di una pittura in figura, quasi un punto di non ritorno di una realtà che ha il battito e la malattia della vita. Negli scritti (alcuni testi, i viaggi come il memorabile soggiorno a Napoli, lettere alla moglie Franca) si ritrovano, quasi in frammenti di racconto, i connotati espressivi della pittura di Varlin: la pittura come totalità di "ritratto"; la filosofica imperfezione della vita che accade; la frontiera dell'ironia, della "vanitas"; il grigio come non colore dell'esistenza. Oltre le interpretazioni, verso ciò che è troppo grande e commovente, Varlin è stato amato in testi testimoniali, di scrittori: Max Frisch e Friedrich Dürrenmatt in Svizzera; e in Italia il pathos di Giovanni Testori, l'acuta partecipazione di Vittorio Sgarbi.
EAN
9788860870391
Data pubblicazione
2007 01 01
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
145
Larghezza (mm)
204
Spessore (mm)
22
Peso (gr)
330
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