Una ricostruzione della storia del cinema imperiale e post-imperiale anglofono e dei suoi rapporti con la letteratura e con la storia dell'epoca, che mette a fuoco il tema dell'incontro fra il bianco (occidentale) e il nero (indiano, africano, aborigeno). Negli ultimi decenni dell'Impero Britannico, il cinema mostra l'altra faccia, umanitaria e assistenziale, dell'egemonia bianca (La Grande Pioggia, Narciso Nero, Il Fiume) e vede l'arrivo di grandissimi maestri (Zoltan Korda, Jean Renoir) che scardinarono la funzione propagandista del cinema imperiale. Nel frattempo nascono i grandi romanzi coloniali, molti dei quali vennero riversati su pellicola: "Piangi mio amato paese", "Guide", "Walkabout". I film vengono analizzati nelle loro estetiche non prive di razzismo e propaganda o, successivamente, di nazionalismi o di una dissacrante critica dell'Occidente, fino a denunciare il neo-imperialismo americano.
EAN
9788860871268
Data pubblicazione
2008 01 01
Lingua
ita
Pagine
294
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
151
Larghezza (mm)
219
Spessore (mm)
21
Peso (gr)
430
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Il bianco, il nero, il colore. Cinema dell'impero britannico e delle sue ex-colonie, 1929-1972—