Sono tornato da Praga con disperazione e con rabbia. Dopo aver vissuto per due mesi le speranze e le apprensioni di un popolo, alla cui cultura ho dedicato gran parte della mia esistenza. Tanto più amaro è il mio ritorno in quanto questo magnifico popolo è stato offeso e schiacciato dall'esercito di un altro paese, della cui letteratura io sono da lunghi anni testimonio ed amico in scritti e lezioni. È la fine d'agosto del '68 quando Angelo Maria Ripellino, un anno prima inviato a Praga dall'"Espresso" per seguirne la "primavera", ne viene scacciato dai cingoli sovietici: che a quella speranza di rinascita, e di un dialogo finalmente aperto fra i due versanti del continente funestato dal Muro, hanno messo brutalmente la mordacchia. È la fine del "socialismo dal volto umano", ideale appartenuto anche all'intellettuale Ripellino; e l'inizio di una ventennale traversata nel deserto delle contrapposte ideologie. Le parole di Ripellino costituiscono almeno un'appassionata testimonianza in favore della coscienza, appunto, della letteratura e dell'arte. Valore inattuale quanto irrinunciabile: allora come quarant'anni dopo.
EAN
9788860871374
Data pubblicazione
2008 01 01
Lingua
ita
Pagine
326
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
139
Spessore (mm)
22
Peso (gr)
430
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L'ora di Praga. Scritti sul dissenso e sulla repressione in Cecoslovacchia e nell'Europa dell'Est (1963-1973)—