Una storia da seguire con facilità
Quale futuro ha il parlamentarismo? «Nessun futuro», dice Schmitt nel 1982, a quasi cinquant'anni dal tracollo della Repubblica di Weimar. Partiti politici, sindacati, gruppi di pressione, lobby e potentati economici, in guerra gli uni contro gli altri, forti dell'arma della legalità statale con la quale esercitare il dominio sugli uomini senza assumersi alcuna responsabilità connessa al proprio operare, sono i nuovi dèi dell'epoca nostra, che della pace fanno il loro baluardo e la esportano con la guerra. Il decisionismo schmittiano è l'ultimo, grande tentativo della modernità politica di «produrre ordine» in un mondo in dissoluzione.
Quale futuro ha il parlamentarismo? «Nessun futuro», dice Schmitt nel 1982, a quasi cinquant'anni dal tracollo della Repubblica di Weimar. Partiti politici, sindacati, gruppi di pressione, lobby e potentati economici, in guerra gli uni contro gli altri, forti dell'arma della legalità statale con la quale esercitare il dominio sugli uomini senza assumersi alcuna responsabilità connessa al proprio operare, sono i nuovi dèi dell'epoca nostra, che della pace fanno il loro baluardo e la esportano con la guerra. Il decisionismo schmittiano è l'ultimo, grande tentativo della modernità politica di «produrre ordine» in un mondo in dissoluzione.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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