Esiste nell’Italia democratica nata dalla Resistenza l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge senza distinzione, tra l’altro, di opinioni politiche? Rispettando il divieto di non delinquere, ci si può riunire liberamente? Aderendo al metodo democratico, ci si può associare altrettanto liberamente in partiti? In altre parole, c’è libertà di pensiero? Da tali quesiti prende avvio l’analisi critica dell’Autore sulla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Dal dibattito in Costituente al processo a Julius Evola del 1951, dalla legge Scelba del 1952 alla legge Reale del 1975, per giungere alla legge Mancino del 1993 si dipana uno scrupoloso fil rouge politico e giudiziario vòlto all’istituzione di un monopolio ideologico con l’obiettivo di far assurgere a reato non solo i tentativi di replicare l’esperienza storica uscita sconfitta nel 1945, ma soprattutto il pensiero che ne costituì il sostrato dottrinale.
EAN
9788861482586
Data pubblicazione
2023 10 01
Lingua
ita
Pagine
124
Tipologia
Libro in brossura
Come si presenta questo libro
Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto storia, politica e società.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per lettori interessati all'attualità e alla storia e chi cerca contesto e interpretazione, con un tono argomentativo e documentato.
Ideale per
Ideale per chi cerca una buona storia
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
Product Information
Shipping & Returns
Edizione
Acquisto
Non disponibile
From €13.00
La Repubblica transitoria. Considerazioni sulla disposizione che vieta la riorganizzazione del Partito fascista—