A cavallo tra Ottocento e Novecento, si assiste ad una improvvisa fioritura di riflessioni sul comico: un difficile, insondato aspetto dell'uomo e dell'arte (è del 1900 "Il Riso di Bergson"; del 1905 "Il motto di spirito di Freud" e del 1908 "L'umorismo di Pirandello"). L'umorismo è la forma essenziale attraverso cui Pirandello vuole tradurre la sua visione della condizione umana nelle sue opere. Miccichè ne tratta il problematicismo, caratteristico del "moderno", esaminando il saggio "L'umorism"o e confrontandolo con le precedenti opere di Pirandello, a partire dal 1896, in particolare "Il fu Mattia Pascal" del 1904, il più significativo per l'analisi dei concetti di umorismo e disgregazione della personalità. Pirandello svolge la sua teoria dell'umorismo come forma tipica particolarmente significativa di un momento di crisi, in cui gli antichi ideali sono crollati e si è sospesi fra vecchio e nuovo. L'umorismo nasce proprio da scissione, contrasto, ambivalenza, doppio, contraddizione, frantumazione, bifrontismo di riso e di pianto. Molti gli aspetti e i temi trattati in questo saggio (tra cui il rapporto Pirandello-Freud) in relazione al clima letterario e intellettuale di inizio Novecento in Italia e in Europa.
EAN
9788861555198
Data pubblicazione
2013 06 10
Lingua
ita
Pagine
70
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
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