Zygmunt Bauman ci ricorda che noi viviamo, oscillando, fra un quartiere reale (uno spazio familiare regolato dall'abitudine), e un "quartiere" virtuale (la nostra rete di relazioni): il primo ha uno spazio continuo a cui noi apparteniamo; invece del secondo spazio, frammentato e discontinuo, siamo creatori e "proprietari"; il quartiere reale è fuori del nostro controllo, l'altro ci sembra controllabile e rassicurante, anche se entrambi sono pieni di incertezza. Questo libro è dedicato al quartiere reale, quel quartiere che per noi è come un destino, quella "zona grigia che separa e connette lo spazio dell'anonimato e quello della familiarità", perché qui si gioca la necessità che abbiamo di riconquistare il senso dei nostri limiti e di agire concretamente per progettare l'ambiente sociale e urbano in cui desideriamo vivere. Invitando il lettore a guardare il Quartiere Navile, come dice Peter Handke, "per la prima volta", il libro ci spinge a rompere l'inerzia dell'abitudine, a riscoprire come noi percepiamo i luoghi che abitiamo e quale immaginario si nasconde dentro di loro. Solo così, narrando, potremo riconoscere memorie dimenticate, simbologie nascoste e idee impensate. Solo così potremo ideare le fondamenta di una cittadinanza consapevole.
EAN
9788861556218
Data pubblicazione
2015 11 30
Lingua
ita
Pagine
370
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
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