Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Una ventina di anni fa, Arthur Danto annunciò che l'arte era morta negli anni Sessanta. Dopo la fine dell'arte presenta la prima riformulazione completa della sua originale intuizione, mostrando come l'arte ha deviato irrimediabilmente dal corso narrativo che prima la definiva. Danto si focalizza in una critica della filosofia dell'arte che può venire a patti con la caratteristica forse più imbarazzante dell'arte contemporanea: che ogni cosa è possibile. Il saggio, grazie al suo carattere divulgativo, si rivolge a un pubblico di appassionati di cultura estetica e artistica contemporanea ma anche a un pubblico di studenti universitari.
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