Un viaggio nel paesaggio paradossale dell'abusivismo edilizio, tra abitazioni perennemente incompiute, condonate, abbandonate. Con una domanda di fondo: se non è possibile buttare via tutto è possibile progettare un futuro? La città abusiva è il più vasto progetto collettivo mai realizzato nel nostro paese. È la proiezione nello spazio e nel futuro di un certo modello familiare, di un desiderio di benessere faticosamente conquistato e di un insieme di abitudini omologate e individualiste, a loro volta intrecciate ad un'implicita e mai del tutto controllata politica di autoorganizzazione, che ha drammaticamente influenzato lo sviluppo urbano italiano, non soltanto nel Mezzogiorno. Osservato da vicino nelle sue forme e nelle sue storie, ad oltre tre decenni di distanza dalla sua nascita, questo paesaggio abitato ci svela che le sue attese di futuro si sono in realtà esaurite da tempo, dissolte nella nuova domanda di qualità che la società contemporanea esprime. La sua costruzione perennemente non finita testimonia - più che una curiosa modalità di crescita progressiva e "aperta" - l'esplicito fallimento del grande disegno collettivo ad esso sotteso. Città latenti è un progetto in forma di libro per questo versante della città meridionale, che riflette sulle sue possibilità di trasformazione sovvertendo i presupposti formali e procedurali fino ad ora mantenuti dalle Politiche Pubbliche e dalla Legge sul Condono Edilizio.
EAN
9788861592285
Data pubblicazione
2008 01 01
Lingua
ita
Pagine
304
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
148
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
25
Peso (gr)
536
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