Secondo una definizione greca, lo scopo primo dell'oratoria giudiziale è "convincere il giudice e guidare la sua sentenza nella direzione voluta". Le arringhe sono perciò il documento più realistico del funzionamento del sistema repressivo nella Roma repubblicana, dal punto di vista degli stessi contemporanei. Esse documentano come accusatori, difensori e giudici interpretassero e applicassero le norme giuridiche che definivano crimini, pene e forme del giudizio; in che modo venissero ricostruiti i fatti controversi; quale spazio fosse lasciato, nel convincimento dei giudici, a fattori politici, sociali e anche emotivi. Gli studi raccolti in questo volume dedicato principalmente ai iudicia publica d'età ciceroniana esplorano dunque la dimensione in cui il diritto criminale trovava la sua concreta attuazione e ne offrono una più precisa storicizzazione. Al tempo stesso, le regole retoriche che presiedevano all'elaborazione delle orazioni forensi specialmente quelle che guidavano l'inventio forniscono un metodo ancora attuale e insuperato per risolvere i conflitti attraverso l'uso di argomenti e il ricorso alla ragione e all'emozione.
EAN
9788861980310
Data pubblicazione
2009 02 01
Lingua
ita
Pagine
607
Tipologia
Libro in brossura
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Le repressione criminale nella Roma repubblicana fra norma e persuasione—