Penso a un editore come a un creatore. Creatore dal nulla se egli è riuscito a dominare il problema fondamentale di qualunque industria: il giro di affari che garantisce la moltiplicazione infinita di una sia pur piccola quantità di circolante. A oltre novant'anni dalla morte, il pensiero del torinese Piero Gobetti appare tutt'oggi di attualità disarmante: uomo morale, pragmatico e a tratti cinico, Gobetti ci offre un esaustivo affresco del lavoro dell'editore nei primi anni del '900, identificando nella mancanza di figure editoriali adeguate la causa scatenante della crisi dell'editoria in Italia. In questa raccolta di riflessioni e scorci sulla sua (seppur breve) vita, il giornalista torinese sottolinea la necessità di colmare il gap che allontana l'industria editoriale italiana da quella degli altri Paesi civili, sostituendo a editori sempre più simili a "tipografi o librai" individui dotati di una propria identità, non disposti a cedere a squallidi compromessi in nome del guadagno ma, soprattutto, consapevoli delle proprie responsabilità verso il pubblico.
EAN
9788862182805
Data pubblicazione
2016 12 01
Lingua
ita
Pagine
82
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
125
Larghezza (mm)
172
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
124
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