Potranno tornare utili alle attrici e agli attori italiani, questi agili testi che Luigi Lunari ha scritto nella sua seconda gioventù di settantenne, quando l'alterna onnipotenza delle umane sorti ha decretato la scomparsa della vecchia drammaturgia in tre atti o due tempi (o dei cinque atti dell'Ariosto di Shakespeare, di Racine...) obbligando l'autore a sintetizzare la propria ispirazione in una forma più rispondente alle esigenze di mercato del teatro contemporaneo: e cioè a dire la limitata lunghezza, lo scarso numero di personaggi, il rapido focalizzarsi della vicenda su un momento o un tema di particolari importanza e significato. Lunari tiene molto a far sapere che questo suo adattamento al "mercato" non è un tormentato piegarsi a nuove e sgradite esigenze; bensì è una spontanea modificazione di contenuti e forme, che rende questi suoi testi più "adatti", nel senso darwiniano del termine, al loro successo nella novità dell'"ambiente". In questo clima di felice libertà, nascono testi di differente tono e valore: dai Ritratti irriverenti (per i quali l'aggettivo più usato è quello di "deliziosi"), alla goliardica esplosione del Padre de li santi; dalla pregnanza ideologica di Amor sacro, amor profano e dell'Ultima vittoria, fino a quel Canto del cigno, in cui l'Autore suole indicare l'opera teatrale che - per vari motivi - più lo rappresenta da vicino e nel profondo.
EAN
9788862182980
Data pubblicazione
2017 07 27
Lingua
ita
Pagine
220
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
146
Larghezza (mm)
209
Spessore (mm)
17
Peso (gr)
370
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